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Lo
spettro di una valanga di richieste di rimborso o
compensazioni sulla bolletta del canone idrico è nell'aria.
Mentre sempre più numerose diventano le istanze di accesso
agli atti amministrativi da parte dei cittadini
capuani, che chiedono di avere delucidazioni in
merito all'esistenza o meno in territorio comunale di
impianti di depurazione, l'ufficio legale del Comune di
Capua si sta già adoperando per far fronte alla
situazione e per soddisfare nel migliore dei modi gli utenti
del servizio. Sulla scorta di una recente sentenza della
Corte Costituzionale, la n. 335, emessa lo scorso 8 ottobre,
che delegittima l'obbligatorietà della quota riferita al
servizio di depurazione «anche nel caso in cui manchino
impianti di depurazione o questi siano temporaneamente
inattivi», numerosi cittadini stanno infatti presentando
all'ufficio Protocollo del palazzo di Piazza dei Giudici
specifiche domande circa l'esistenza, l'ubicazione e
l'efficienza del depuratore di riferimento della rete
fognaria comunale. Ad oggi non sono state fornite
delucidazioni. «Approssimativamente - riferisce Francesco
Greco, dirigente dell'Ufficio tecnico - il territorio di
Capua è servito dal depuratore consortile di
Marcianise nella misura del sessanta per cento». Impianto,
quest'ultimo, la cui utilizzazione costa al Comune la somma
trimestrale di centodiecimila euro da versare sulla base di
una convenzione stipulata con la Regione. «Allo stato
attuale - continua il funzionario comunale - non
usufruirebbero del servizio di depurazione gran parte delle
abitazioni del centro cittadino a ridosso dell'ansa del
Volturno». L'amministrazione comunale, nel corso degli
ultimi mesi, non è tuttavia rimasta inerte. Un progetto per
l'installazione e l'attivazione di un depuratore comunale è
già stato approvato dalla Regione. E mentre per l'impianto
cittadino si resta in attesa dei necessari finanziamenti,
più breve dovrebbe essere, invece, l'intervento di
estensione e ripristino della rete fognaria con contestuale
chiusura degli scarichi a fiume. |