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Il cambio
delle deleghe di giunta sta assumendo i contorni incerti e
certamente non è quel «normale avvicendamento» come
sostenuto dal sindaco Antropoli. E questo perché Alleanza
Nazionale non è d'accordo con la nuova distribuzione degli
incarichi, atteso che fin dal primo momento avrebbe
preferito lasciare al suo assessore, Guido Tagliatatela, il
cimitero, considerato anche gli ottimi risultati ottenuti e
il bando di 30 lotti da assegnare, frutto di studio dello
stesso membro dell'esecutivo ed ora gestito da Fi. Il
mugugno alleanzino nasce dal fatto che con il valzer di
incarichi, si ritroverebbe con un contenitore svuotato, cioè
con un assessorato ai Lavori Pubblici, privato dell'edilizia
scolastica, delle fognature e della manutenzione. Insomma un
cambio che sembra più di facciata che di contenuti.
Sembrerebbe che il gruppo consiliare di An sia deciso a non
far ritirare a Tagliatatela il nuovo incarico e che
nell'incontro della maggioranza previsto dopo l'analisi
della nuova distribuzione dei settori dell'attività
amministrativa, darà battaglia sui provvedimenti adottati
dal sindaco sulla spinta di un gruppo di consiglieri di
maggioranza. Potrebbe ricrearsi così l'attrito sorto alla
vigilia dell'approvazione del bilancio e che solo grazie al
buonsenso An votò a favore del documento contabile. «Siamo
in un momento di analisi politica - spiega l'assessore
Tagliatatela - cioè di sta cercando un nuovo equilibrio
nell'esecutivo dopo la proposta del sindaco. Certo, non è un
mistero che avremmo preferito conservare il settore del
cimitero nel quale ho lavorato per oltre due anni con buoni
risultati. Credo che tutto potrà appianarsi se l'assessorato
ai Lavori Pubblici ritornerà pieno come lo è stato fino a
poco fa». Indubbiamente i decreti degli incarichi preparati
da Antropoli vanno ben oltre una semplice sostituzione di
assessori. Si è intervenuti anche sulle competenze e sui
contenuti dei settori, creando, così, molte perplessità per
quello che si andrà a gestire. «Probabilmente alla fine, per
il bene della città, si troverà un punto di incontro -
conclude l'assessore - ma bisogna vedere a quale prezzo e se
il partito accetterà di pagarlo».
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