|
All'ingresso
sud della città, là dove c'era un fiorente salice piangente
spezzato poi dal vento, due scheletri di alberi secchi. E
che dire, poi, della piazzola sovrastante i fossati ai piedi
dello storico arco di Porta Napoli, inaugurata qualche anno
fa e ridotta ad un ricettacolo di rifiuti, con aiuole
spoglie e il verde incolto. Per non parlare delle rotatorie
e degli spartitraffico sui quali si è pensato di creare
spazi verdi e fioriti, ma con scelte botaniche sbagliate che
fanno sembrare quelle superfici solo desolate. Una cultura
del verde pubblico a Capua è inesistente e la cura di quei
pochi spazi riservati alla natura, si limita soltanto al
taglio dell'erba, ma quando davvero non se ne può più. Di
esempi se ne potrebbero fare tantissimi perché basta girare
per le strade per imbattersi nei pubblici giardinetti
incolti, nelle aiuole disadorne ed abbandonate, nelle piazze
dove il verde è solo immaginabile. «Inutile pensare Capua
con un verde invitante - osserva un operatore del settore -
quando nelle aiuole delle rotonde si scelgono piante
improprie che o hanno bisogno di tantissima acqua o si
spogliano nei periodi non propizi. Avere cura del verde non
significa solo tagliare l'erba a primavera avanzata, ma
dedicare il giusto tempo agli interventi di coltivazione e
conservazione». Un assessorato comunale specifico non
esiste, ma è inglobato in quello dell'ambiente. E in una
zona afflitta da mille problemi legati all'immondizia e ai
rifiuti tossici, come sperare che il verde abbia la giusta
attenzione? Emblematico il caso di piazza Eucaliptus, dove
c'è tanto cemento e un verde che per gran parte dell'anno è
lasciato a se stesso. Ad un angolo si nota una montagna di
erba secca e terra, forse per ricordo di qualche intervento
datato.
|