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Più
che i presenti era importante vedere chi erano gli assenti
alla seduta del consiglio comunale che ha segnato una
svolta, con il benservito, con quattro anni di anticipo,
alla società deputata alla riscossione tributi per conto del
Comune, la Iap. Brogna, Chillemi e Fusco per la maggioranza
e Di Cicco, Ferraro, Valletta e Andrea Vinciguerra per
l’opposizione sono i consiglieri che non hanno partecipato
ai lavori. Fatte le dovute eccezioni per un’impossibilità
reale a farlo, c’è da presupporre che altre assenze fossero
volute, se il sindaco Antropoli si è sentito autorizzato a
dare per prevista la mancata partecipazione di qualche
consigliere. Accuse pesanti quelle di Antropoli: «Per fare
gli amministratori bisogna avere il coraggio di assumersi le
responsabilità specie se si pongono in essere comitati di
protesta. In quello sorto contro l’aumento della tariffa dei
rifiuti solidi urbani ci sono consiglieri comunali
completamente evasori della Tarsu». Nessun nome, però,
nonostante il veleno e la consapevolezza che solamente
grazie alla responsabilità dei consiglieri di minoranza
Salzillo, Ferrara, Branco e Di Monaco, era stato raggiunto
il numero legale per rendere la seduta valida. Il consiglio
comunale ha quindi approvato all’unanimità la revoca
dell’incarico alla Iap, con immediata esecutività alla
delibera che dà mandato alla giunta per i provvedimenti
consequenziali. «Ringrazio tutti i consiglieri presenti per
il senso di responsabilità dimostrato - dice il sindaco - ma
era giunto il momento di scrollarci di dosso una spesa
enorme, sborsata per un servizio inefficiente. Il nostro
consulente legale, l’avvocato Minervini, ha dato parere
favorevole sulla rescissione del contratto e, quindi,
possiamo essere più che sicuri della procedura adottata. Mai
più esternalizzeremo la riscossione tributi, perché i danni
fatti al Comune sono enormi. Abbiamo rischiato il dissesto
finanziario». La coerenza di una parte del centrosinistra,
da sempre oppositore all’incarico esterno si è dunque
palesata. A sottolinearlo il consigliere Di Monaco. «Abbiamo
da sempre dato battaglia per questo tipo di gestione - dice
- perché non si poteva dare a un soggetto esterno al Comune
e alla città la riscossione di quanto dovuto dai cittadini
per i servizi avuti». Il «conto» della collaborazione della
minoranza è stato poi presentato da Branco: «Abbiamo fatto
raggiungere il numero legale per dare un segnale forte alla
città e tutelare i suoi interessi. Ma bisogna cambiare
metodo avendo maggiore considerazione della minoranza,
facendole giungere per tempo tutti gli atti gestionali e
darle così modo di incontrarsi o anche scontrarsi con la
maggioranza, ma sempre ai fini di fattiva collaborazione». E
Antropoli, prendendo la palla al balzo, ha annunciato per
fine mese la costituzione di una commissione paritetica
formata da due membri della maggioranza, due
dell’opposizione e da tecnici, per avviare concretamente il
piano urbanistico comunale vecchio di oltre 30 anni. |