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Volontà
dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessore alla
Protezione Civile Tagliatatela per quanto concerne
l’attività della Protezione Civile a Capua è sempre stata
quella di rivolgersi ai cittadini per le necessità connesse
alla sicurezza ed al soccorso ma anche alla prevenzione ed
alla previsione. In questo programma non poteva mancare
l’azione di informazione e sensibilizzazione che il
volontariato ha sempre promosso, anche mettendo in cantiere
autonomamente azioni in tal senso. Il Programma Scuola
Sicura, infatti, ideato oltre 10 anni or sono dal Ministero
dell’Interno, ha sempre trovato nei volontari il mezzo più
efficace per entrare nelle scuole a promuovere la sicurezza.
In tale ottica, i volontari capuani continuano a svolgere la
loro azione di propaganda ed informazione presso le scuole
cittadine, riscuotendo anche per quest’attività il plauso
dei cittadini. Interessantissimo l’incontro promosso qualche
giorno fa dall’Associazione Radiosoccorso SOS di concerto
con Legambiente presso la Scuola Media Pier delle Vigne di
S.Angelo in Formis. Nell’accattivante briefing con gli
attenti allievi della sezione staccata dell’istituto capuano
e con i cortesi docenti, il prof. Antonio Sapio,
responsabile del volontariato di Protezione Civile di Capua
e l’ing. Gianfranco Toccia ed il dott. Nicola D’Angerio,
rispettivamente responsabili regionale e provinciale di
Legambiente, non solo hanno proposto i termini per la lotta
agli incendi boschivi ma hanno altresì focalizzato
l’attenzione sulla scarsa coscienza civile e sul degrado
ambientale che portano al crescente disinteresse per le
sorti di un vero e proprio polmone verde, rappresentato dal
Bosco di S. Vito e Sanzò, vera oasi dei colli Tifatini.
All’incontro erano presenti anche il responsabile locale di
Legambiente Fiorentino Duonnolo, mentre l’Amministrazione
Comunale è stata rappresentata dal Delegato alla frazione
Dott.ssa Carmela Ragozzino. Sapio ha illustrato, con
efficace chiarezza, grazie all’ausilio di diapositive, quali
possono essere i rischi ed i guasti che a livello
idrogeologico possono coinvolgere la frazione santangiolese
che ogni anno assiste impassibile allo scempio degli incendi
sui colli tifatini. Oltre al rischio frane e smottamenti,
ogni anno vengono persi ettari di superficie boscata che non
significa soltanto depauperamento dei colli di specie
arboree autoctone ma deprivazione dell’ambiente del
necessario apporto di ossigeno, causando anche la
mortificazione di un habitat veramente invidiabile per la
fauna ricchissima del Colle S. Nicola e delle altre alture
tifatine.
Ha poi spiegato come possono
generarsi gli incendi, distinguendo le pochissime cause che
provocano autocombustione dalla più ampia casistica che
contempla la mano dell’uomo come responsabile del fuoco
distruttore. Sapio è quindi passato alla descrizione del
protocollo di ingaggio di lotta al fuoco da parte degli
operatori antincendio ed ha riferito delle difficoltà e dei
pericoli cui si espongono i volontari nell’opera di
spegnimento dei roghi estivi ed ha tenuto a puntualizzare la
natura gratuita degli interventi, ribadendo che i volontari
sono mossi esclusivamente dall’amore verso la natura e dal
desiderio di difesa di un territorio già martoriato dal
punto di vista ambientale. La Protezione Civile ha fatto
appello ai giovani studenti affinché si facciano portavoce
presso le rispettive famiglie, i coetanei, gli amici del
messaggio ricevuto, facendosi essi stessi garanti del
rispetto del bosco anche con la semplice azione di
sentinella, in modo che con un semplice gesto, quale quello
della chiamata telefonica al Corpo forestale dello Stato,
gli incendi avvistati sul nascere possano essere
circoscritti e domati prima che distruggano alberi,
coltivazioni, animali, terreni. L’appello lanciato da
Protezione Civile e Legambiente è univoco: non stancarsi mai
di sensibilizzare gli altri sulla necessità di proteggere il
nostro già esiguo patrimonio boschivo, fonte di vita e di
interesse turistico. Distrutti altri boschi vorrebbe dire
facilitare i processi di erosione e desertificazione che già
stanno interessando alcune regioni meridionali del nostro
paese.
Il responsabile di SOS ha di
seguito fornite alcune indicazioni operative sul
comportamento da adottare nel malaugurato caso ci si trovi
circondati dalle fiamme di un incendio boschivo: calma,
prudenza, buon senso e qualche cauta manovra di disimpegno
possono contribuire alla risoluzione del rischio. Ma sono la
prevenzione e la previsione le uniche abilità che consentono
di evitare il rischio sia per la salute umana che per la
salvaguardia dei boschi.
“Se
l’amore per la natura è tale per cui si vorrebbe essere più
coinvolti nella difesa attiva dei boschi, - ha detto Sapio
ai giovani ascoltatori - allora sarà bene accordarsi con
altri amici per costituire dei gruppi di sorveglianza al
fine di verificare l’eventuale insorgere di focolai
d’incendio, comunicando tempestivamente il fatto a chi di
dovere. Un altro scopo di questo eventuale gruppo di
sorveglianza potrebbe essere quello di fare azione di
sensibilizzazione presso i frequentatori dei boschi”.
Sapio ha mostrato le immagini
dei mezzi impegnati nella lotta agli incendi boschivi:
quelli aerei e quelli di terra, specificandone le
caratteristiche d’impiego e le peculiari modalità di
utilizzo. Ma ha anche mostrato l’attrezzatura di ogni
volontario addetto all’antincendio, a cominciare dai
dispositivi di protezione individuale, quali la tuta, i
guanti, il sottoelmo tutti a tenuta ignifuga, il casco di
protezione, la maschera antifumo ed altri presìdi a difesa
dell’incolumità; ha dimostrato il funzionamento del flabello
battifuoco ed illustrato le caratteristiche del veicolo
antincendio in dotazione ai volontari di Capua; gli allievi
si sono divertiti ad usare la lancia antincendio, regolando
il getto d’acqua in intensità e pressione.
Un ultimo sguardo Sapio ha
lanciato verso la legge che tutela l’ambiente contro gli
incendi boschivi: il Codice Penale e Legge 21 novembre 2000,
n. 353, "Legge-quadro in materia di incendi boschivi", che
puniscono con la reclusione e con pesanti ammende non solo
chi causa gli incendi ma anche chi appicca il fuoco con
dolo, chi non denuncia i piromani, chi raccoglie lumache,
asparagi, altre erbe sui terreni percorsi dal fuoco, chi
taglia alberi senza autorizzazione, chi costruisce su
terreni mortificati dalle fiamme, chi vuol cambiare
destinazione d’uso a terreni agricoli, devastati
proditoriamente dal fuoco.
Azione incisiva, dunque, da
parte di coloro che, senza essere i Grilli Parlanti di
collodiana memoria, parlano alle coscienze dei cittadini,
suggerendo loro un modo sicuramente migliore per conservare
un patrimonio. Il fine era quello di arrivare, attraverso
gli occhi di questi bambini, a mostrare agli adulti, troppo
sordi ed ostinatamente ciechi, che il benessere della
collettività dipende dalla propria cultura, dal modo di
considerare ciò che ci circonda come veramente nostro, di
pensare alla casa del mondo come il nostro rifugio, la
nostra matrice, il nostro futuro. |