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Quattro
camere operatorie nuove di zecca al Palasciano di Capua e l’Asl
Ce 2, nel momento di emergenza al complesso operatorio del
Moscati di Aversa. deve ricorrere a moduli operatori mobili.
È la paradossale situazione che si sta vivendo nella seconda
Asl casertana dopo che i carabinieri del Nas, nel mese di
marzo scorso, dichiararono inagibili le sale operatorie del
nosocomio aversano. Nel mese di luglio, la direttrice
generale dell’azienda sanitaria, Antonietta Costantini, dopo
aver avanzato richiesta di fondi alla Regione Campania per
la ristrutturazione del reparto operatorio del Moscati, ha
dovuto far fronte all’emergenza creatasi. Ha chiesto aiuto
al ministero della Difesa che avrebbe potuto fornire sale
operatorie da campo e, vista l'impossibilità della cosa, ha
bandito una gara europea per l’affitto di un modulo
operatorio mobile per poter riprendere l'attività chirurgica
di elezione al Moscati (quella di urgenza viene espletata
nel complesso operatorio della divisione di ostetricia e
ginecologia), al «modico» prezzo di base di ottocentomila
euro più iva. Otto mesi la durata del fitto, prorogabile di
altri otto. Nella vicenda si è inserito il sindaco di Capua,
Carmine Antropoli: «È assurdo pensare a una spesa così
grande per una soluzione molto opinabile. Nell’ospedale
Palasciano c’è un complesso operatorio all’avanguardia e
sottoutilizzato che potrebbe ospitare tutta l'attività
chirurgica di elezione, atteso anche che le strutture
alberghiere sono funzionali ed a norma». A rispondere
indirettamente è proprio la manager Costantini che già
all’indomani del suo recente insediamento, ha dovuto
affrontare molte situazioni spigolose. «Il Palasciano -
spiega - non può essere preso in considerazione perché non è
attrezzato per l'attività chirurgica, mancando di terapia
intensiva e di rianimazione. La sicurezza per i pazienti e
per gli operatori viene prima di tutto. Nelle more di una
ristrutturazione del complesso operatorio del Moscati,
l'unica soluzione è quella adottata. Ma occorrono i tempi
tecnici necessari, sempre che qualcuno risponda alla gara
bandita». Un’opportunità persa per il declassato ospedale di
Capua che, in fondo, deve «ringraziare» la miopia delle
precedenti gestioni dell’Asl che, pur lasciando a Capua la
chirurgia, non pensarono ad attivare la rianimazione. |