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Nemmeno
il cambio al vertice dell'azienda sanitaria Caserta 2 porta
novità positive per l'ospedale Palasciano di Capua, relegato
a un ruolo marginale con il trasferimento al Melorio di
Santa Maria CAPUA Vetere di reparti chirurgici e servizi,
attuato dalla precedente direzione, pur avendo tutti i
requisiti di legge. A lanciare l'allarme il consigliere
della Sinistra Arcobaleno, Andrea Vinciguerra, che ha
chiesto al presidente del consiglio comunale di Capua,
Ilaria Anastasio, di riunire la conferenza dei capigruppo
consiliari e, successivamente, la convocazione del Comitato
pro Palasciano che ha come presidente onorario l'arcivescovo
Bruno Schettino. «I nuovi e vecchi dirigenti dell'Asl Ce2 -
dice Vinciguerra - hanno riproposto lo stesso piano di
riorganizzazione dei quattro ospedali di competenza
sostenuto dalla precedente manager Ruggiero. Un piano già
bocciato dai sindacati, dalla conferenza dei sindaci,
dall'assessore regionale alla Sanità e dai cittadini-utenti,
che sono le vere vittime di queste operazioni. La direzione
strategica ha quindi deciso di penalizzare ulteriormente il
territorio del medio e basso Volturno, prevedendo il
trasferimento dei reparti di ortopedia e urologia da CAPUA
al nosocomio sammaritano e quello di otorinolaringoiatria
dal Palasciano al Moscati di Aversa. L'ospedale capuano
ospiterà l'attività di intramoenia e gli ambulatori». «Ho
trovato il presidio estremamente adeguato e ben strutturato
con la presenza di reparti all'avanguardia e di eccellenza
mentre sono efficacemente organizzate anche le attività di
degenza e ambulatoriali, disse la nuova manager, Antonietta
Costantini, quando visitò il Palasciano all'inizio del suo
incarico. Stessa cosa non ha potuto constatare negli altri
ospedali di pari grandezza. Credevamo che il nuovo direttore
generale - rincara il consigliere - fosse più attenta alle
esigenze del territorio e meno legata ai carrozzoni politici
dell'Asl che ci negano il più elementare diritto alla
salute. Vuol dire che mobiliteremo nuovamente Capua, perché
solo con la lotta riusciremo a non farci scippare il nostro
ospedale». Nel piano di riorganizzazione sanitaria i
sindacati non ancora sono stati chiamati ufficialmente in
causa. «Sappiamo informalmente che è stato presentato alla
Regione un documento rioganizzativo dall'Asl Ce2 - assicura
il dirigente della Cgil regionale, Andrea Giannini - ai fini
economici e finanziari. Quando saremo convocati, vedremo se
è uguale a quello della precedente direzione strategica. In
questo caso, ripeteremo le azioni di contestazione in piazza
così come avvenuto nemmeno un anno fa». |