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In
molti negozi e boutique impazza la stagione dei saldi che
può diventare una nuova opportunità per il commercio, dopo
il non felice momento del periodo natalizio con una sicura
decrescita delle vendite, come si rileva dalle statistiche
nazionali, ampiamente riportate da stampa e tv. L’occasione
dei “saldi” è regolamentata dalle Legge regionale n. 1 del
2000, dove per le vendite di fine stagione i tempi sono
abbastanza ampi, dal primo gennaio al 30 marzo, quindi una
durata ampia entro la quale è possibile fare dei veri affari
veramente ridotti. Ma attenzione, avvertono i responsabili
delle associazioni dei consumatori, occhio ai cartellini dei
prezzi dove ci deve essere la doppia indicazione di quello
vecchio e di quello nuovo. Per legge chi pratica i saldi
deve fare una semplice segnalazione all’ufficio commercio
del Comune, ma questo sarebbe da accertare, perché, per
come vanno le cose nella Regione della “mondezza” dove tutto
è possibile, in molti negozianti ci passano su, finchè la
barca va. E non sarebbe male che il Comune con la Polizia
Municipale e la Guardia di Finanza facessero un capillare
accertamento per constatare come si procede nella nostra
città. Ed in particolare circa l’apposizione dei cartellini
con i doppi prezzi per dare trasparenza alla clientela, e
creare quella fiducia necessaria tra avventori e
commercianti, come avviene ad esempio nel grandi centri
commerciali, dove queste regole sono osservate non solo per
i saldi, ma per tutto l’anno e per tutti i settori
merceologici. Da “Prestige” a “Lamberti”, “Monetti” e
“Profumeria Grillo”, “Maja” e “Pascià”, “Omonimo” “Green
Gallery” o “La Grange”, questa “festa” dei saldi si sta
evidenziando con un apparato scenografico da “via Margutta”
e fa di più venire la voglia di visitarli per non perdere
l’occasione di far proprio una cappotto di vera lana, o una
pelliccia di visone, che semmai non passerà di moda l’anno
venturo; eleganti camicie griffate, cinture e calzature di
pelle di vero coccodrillo o di camoscio. Purtroppo non si
registrano file davanti a queste boutique, evidentemente
perché stipendi e tredicesime del mese scorso si sono già
esauriti per le spese natalizie e per le tante tasse di fine
anno, Ici compresa. Se quindi molti potenziali avventori
guardano le vetrine ma non mettono il piede dentro il
negozio, è per motivi di portafoglio. Ma c’è sempre tempo
fino alla fine di marzo per fare l’affare, mentre ben
farebbero quei commercianti che non si sono aggiornati alla
legislazione vigente perché l’associazione dei consumatori è
guardinga e denuncerà le inadempienze, mentre ancora più
severe potrebbero essere le sanzioni amministrative e
pecuniarie in caso di controllo di chi preposto alla
vigilanza. |