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Di: Franco Fierro


Capua: Saldi, non tutti i commercianti rispettano le regole

In molti negozi e boutique impazza la stagione dei saldi che può diventare una nuova opportunità per il commercio, dopo il non felice momento del periodo natalizio con una sicura decrescita delle vendite, come si rileva dalle statistiche nazionali, ampiamente riportate da stampa e tv. L’occasione dei “saldi” è regolamentata dalle Legge regionale n. 1 del 2000, dove per le vendite  di fine stagione i tempi sono abbastanza ampi, dal primo gennaio al 30 marzo, quindi una durata ampia entro la quale è possibile fare dei veri affari veramente ridotti. Ma attenzione, avvertono i responsabili delle associazioni dei consumatori, occhio ai cartellini dei prezzi dove ci deve essere la doppia indicazione di quello vecchio e di quello nuovo. Per legge chi pratica i saldi deve fare una semplice segnalazione all’ufficio commercio del Comune, ma questo sarebbe da accertare, perché,  per come vanno le cose nella Regione della “mondezza” dove tutto è possibile, in molti negozianti ci passano su, finchè la barca va. E non sarebbe male che il Comune con la Polizia Municipale  e la Guardia di Finanza facessero un capillare accertamento per constatare come si procede nella nostra città. Ed in particolare circa  l’apposizione dei cartellini con i doppi prezzi per dare trasparenza alla clientela, e creare  quella fiducia necessaria  tra avventori e commercianti, come avviene ad esempio nel grandi centri commerciali, dove queste regole sono osservate non solo per i saldi, ma per tutto l’anno e per tutti i settori merceologici. Da “Prestige” a “Lamberti”, “Monetti” e “Profumeria Grillo”, “Maja” e “Pascià”, “Omonimo” “Green Gallery” o “La Grange”, questa “festa” dei saldi si sta evidenziando con  un apparato scenografico da “via Margutta” e fa di più venire la voglia di visitarli per non perdere l’occasione di far proprio una cappotto di vera lana, o una pelliccia di visone, che semmai non passerà di moda l’anno venturo; eleganti camicie griffate, cinture e calzature di pelle di vero coccodrillo o di camoscio. Purtroppo non si registrano file davanti a queste boutique, evidentemente perché stipendi e tredicesime del mese scorso si sono già esauriti per le spese natalizie e per le tante tasse di fine anno, Ici compresa. Se quindi molti potenziali avventori guardano le vetrine ma non mettono il piede dentro il negozio, è per motivi di portafoglio. Ma c’è sempre tempo fino alla fine di marzo per fare l’affare, mentre ben farebbero quei commercianti che non si sono aggiornati alla legislazione vigente perché l’associazione dei consumatori è guardinga e denuncerà le inadempienze, mentre ancora più severe potrebbero essere le sanzioni amministrative e pecuniarie in caso di controllo di chi preposto alla vigilanza.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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