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Giovedì
22 maggio la Fidapa ha attivato su tutto il territorio
nazionale un evento speciale “Voci del Mediterraneo”, che ha
visto le donne protagoniste in quanto operatrici di pace.
Infatti, la Federazione ha accolto, ai vertici nazionali, in
particolare con l’assenso della Presidente nazionale
dott.ssa Giuseppina Bombaci, un’iniziativa lanciata dalla
Fondazione Euro Mediterranea Anna Lindth, nell’ambito del
programma “1001 azioni per il dialogo” per il 2008, che è
stato dichiarato anno europeo del dialogo interculturale. Il
12 aprile, il Consiglio nazionale ha approvato all’unanimità
le linee guida predisposte dalla Responsabile nazionale dei
Rapporti con la BPW e l’UE Alessandra Rossetti, cosicché
tutte le sezioni d’Italia sono state sollecitate ad aderire
e mettere in campo, a livello territoriale, la valente
kermesse. I percorsi per interpretare questa proposta sono
stati due: organizzare nelle piazze cittadine, durante la
notte, momenti dedicati ad incontri interculturali sotto
forma di spettacolo, mostre di artigianato, in sinergia con
le Amministrazioni locali o le Pro loco. Una festa
all’insegna del rispetto dell’altro….senza confini,
privilegiando possibilmente le culture africane. Altro modo:
quello di collocare l’evento in luoghi chiusi ed in orari
pomeridiani propizi all’incontro di immigrati disponibili a
raccontare le loro esperienze e confrontare la cultura di
appartenenza con quella di accoglienza. Il Comitato della
sezione capuana, intuendo immediatamente la eccezionale
valenza di incontro tra mondi a volte vicini solo per
spazio, ma non per integrazione, ha scelto di partecipare
all’evento deliberando di dar vita ad una manifestazione
pomeridiana presso la chiesa di S. Marcello, in
collaborazione con don Gianni Branco, parroco della chiesa
dei Cappuccini, il quale si è impegnato a contattare alcuni
extracomunitari dell’Africa centrale. L’uno, Bernard Marone,
originario del Senegal, laureato in Economia e Commercio nel
suo paese d’origine, ha letto alcuni pensieri sui momenti
salienti dell’esistenza. Un altro, Jean Bilongo, proveniente
dal Camerun, ha spiegato la genesi e la evoluzione del nome
del suo Paese dalla lingua portoghese, a quella spagnola,
tedesca, francese, anche a dimostrazione delle tante
colonizzazioni subite. Collaboratore del Centro Fernandez,
disbriga oggi, pratiche per i compagni più impacciati ed
appena giunti in Italia. Ha spiegato che, laureato in Arte e
Lettere nel suo Paese, aspira nel nostro a diventare
giornalista, già attivatosi nella pubblicazione di articoli
su testate quali Avvenire, Gazzetta di Caserta ed altre.
Tutti e due gli ospiti hanno dimostrato una buona conoscenza
della lingua, una sapienza derivante da viaggi, un’acuta
osservazione sulle problematiche dell’esistenza ed una
cultura di spessore medio alto. Infine, due musicisti, loro
amici, hanno intonato Canti in lode al Signore, accompagnati
da tipici tamburi, le cui ripercussioni risuonano nelle
chiese cattoliche cui appartengono. La serata è trascorsa in
modo gradevole ed ha spinto i presenti ad una riflessione
che necessariamente porta a distinguere le persone
rispettose delle leggi da quelle che creano danni a se
stessi ed alla comunità.
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