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Il
direttore generale Asl Ruggiero, contestatissimo da mesi per
la sua politica non certamente favorevole a restituire al
Palasciano quella funzionalità e efficienza del periodo
precedente per lo smembramento dei suoi reparti strategici
come ginecologia e maternità, poi con la chiusura delle
riammodernate sale operatorie e poi con la deviazione al
Melorio delle attività chirurgiche, ivi compresa quella del
Pronto Soccorso; dopo la sua “promozione-giubilazione” e il
conseguente trasferimento, non ha lasciato alle spalle
certamente un piacevole ricordo del suo operato, mentre,per
la sua riconosciuta “cocciutaggine”, sembra che, prima di
andarsene, abbia invece lasciato il segno con sue proposte
di riorganizzazione della rete ospedaliera dell’Asl 3 che
ancora una volta, se approvata “a modo suo”, andrà a
penalizzare solo Capua, tra i tre presidi ospedalieri del
territorio competente: “Moscati” di Aversa; “S. Bosco” di
Sessa Aurunca, e “Palasciano-Melorio”, di fatto considerati
accorpati e quindi con la distribuzione di reparti e branche
tra i due presidi stessi. Un manager se ne va e un altro
viene. Si tratta infatti di un’altra donna, la Costantini, a
cui si vuole dalla stampa far vestire per forza gli abiti di
un partito politico. Ed in questo caso si è appreso che
sarebbe di area Sdi, per cui molti settori politici fanno
affidamento sulla “raccomandazione” di questo partito alla
professionista, quando invece è più giusto che il discorso
sia prettamente tecnico-sanitario, riconoscendo alla città
di Capua la sua vocazione di città-ponte con il suo bacino,
per la viabilità facilitata e per la considerazione che le
condizioni strutturali dei reparti di emergenza-urgenza
hanno le carte in regola per potere aspirare al polo
chirurgico. Quindi il nuovo manager, nell’ambito del
Comitato Tecnico Provinciale, dovrà suggerire soluzioni che
tengano conto di tutti gli indicatori e parametri di legge
per operare scelte tecnico-politiche sagge e convincenti.
Mentre si registra questo cambio di guardia tra i direttori
generali, nella città sulla riva del Volturno, passate le
vacanze natalizie, è ritornato alla ribalta il problema
irrisolto della riorganizzazione della rete ospedaliera,
creando nuove attese nei cittadini ed anche un certo
nervosismo per la lungaggine del percorso, dovuta ai soliti
giochetti politici tra i vari “protettori” dei tre presidi
ospedalieri e tra le forze politiche che hanno potere
decisionale, tal che è legittimo il sospetto che alla fine
“è la politica che risolve la questione”, come dice
giustamente Enrico Signore della Cigl-Funzione Pubblica, che
ha anche detto che la Triplice ha avanzato richiesta per
iscritto all’assessore regionale alla sanità Montemarano
affinché i sindacati possano avere ascolto ed essere
consultati sulla questione. Quindi non la politica,intesa
come lotta trai partiti, ma una politica sanitaria oculata
sia il principio che deve ispirare le scelte che prima o poi
dovranno farsi in sede di Ctp. |