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In
un momento di profonda crisi economica a Capua si cercano
soluzioni per risollevare le sorti del commercio locale.
Supermercati ed ipermercati, numerosi e a breve distanza
dall'urbe, hanno flagellato la già debole economia
cittadina. Da una breve indagine giornalistica, condotta tra
i capuani, è emerso che una parte consistente (oltre il 50%)
acquista nei grossi centri commerciali o nei supermercati,
che offrono gli stessi prodotti a costi più vantaggiosi
rispetto ai negozi della città. Un buon 30%, invece, spende
nei più assortiti e convenienti esercizi commerciali
sammaritani e casertani. Soltanto un 15-20% dei cittadini
effettua gli acquisti a Capua. Se poi concentriamo l'analisi
solo sui prodotti alimentari, risulta che i cittadini, con
depliant-offerte alla mano, vanno alla ricerca dei prodotti
con il prezzo più conveniente. Un comportamento,
quest'ultimo, adottato principalmente dalle famiglie con
meno mezzi, che però penalizza i piccoli negozi, incapaci di
competere con i grandi centri di distribuzione. In questo
periodo i commercianti capuani, fra l'altro, non possono né
far fronte alla concorrenza attraverso i saldi, il cui avvio
è regolamentato da disposizioni regionali, e nemmeno
proporre vendite promozionali, consentite solo in
particolari circostanze. Da qui nasce l'esigenza
dell'amministrazione comunale di attuare provvedimenti e
creare sinergie in grado di rilanciare il commercio
cittadino. «Stiamo lavorando per attuare azioni promozionali
atte a fidelizzare i consumatori, incentivandoli ad
effettuare acquisti sul territorio cittadino - ha spiegato
il consigliere con delega al commercio Antonio Minoja -. A
questo scopo vorremmo riproporre la Capua Card, una carta
servizi che permetterà di riconoscere sconti e convenzioni
ai consumatori». Se non affiancata dall'adozione di misure
più forti, però, la pur lodevole iniziativa rischia di non
essere sufficiente. |