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Il
sindaco di Capua Carmine Antropoli ha scritto al Ministro
dei beni Culturali Sen. Sandro Bondi, di recente ospite a
Capua con Vittorio Sgarbi, nonché alla Direzione regionale
per i beni culturali e paesaggistici della Campania, per
esprimere la volontà di aderire al Progetto UNESCO “Italia
Longobardorum: centri di potere e di culto”. In merito il
primo cittadino scrive: “Da informazioni di stampa si
apprende che è in corso di definizione, da parte
dell’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’UNESCO presso il MiBAC,
la procedura per la iscrizione nel Patrimonio Mondiale
UNESCO del progetto: “Italia Longobardorum: centri di
potere e di culto (568/774)”.
Sulla base della
tipologia definita come “sito seriale” il progetto
individua, come luoghi di interesse dell’Umanità, alcune
località del territorio nazionale, emblematiche della
dominazione Longobarda e caratterizzate dalla presenza di
testimonianze storico artistiche della suddetta cultura:
Cividale del Friuli (Friuli V.G.), Brescia
(Lombardia), Castelseprio-Torba (Lombardia),
Spoleto (Umbria), Campello ( Umbria),
Benevento (Campania), Monte Sant’Angelo (Puglia).
Per quanto riguarda
la “Longobardia Minore” nell’elenco risultano
inserite solo la città di Benevento ed il santuario
micaelico di Monte Sant’Angelo. Tale circostanza scaturisce,
probabilmente, dall’aver considerato concluso il regno
Longobardo nel 774, con la discesa, in Italia, di Carlo
Magno e la vittoria su re Desiderio. Questa scelta, di
fatto, ha comportato la esclusione di altre importanti
località dell’Italia meridionale pur rappresentative e
ricche di testimonianze della cultura Longobarda, tra cui,
certamente, primeggia la Città di Capua.
L’ampia letteratura
in materia ci informa che alla disfatta del Regno
Longobardo, nel 774, sopravvisse il Ducato di Benevento, il
quale comprendeva sotto il suo dominio quasi tutta l’Italia
meridionale e conservò la cultura di quel popolo sino
all’avvento dei Normanni, nell’ XI secolo.
Nello stesso anno
della caduta della “Longobardia maggiore” sotto il
dominio dei franchi, infatti, Benevento si costituì in
Principato autonomo, modellando la sua corte
principesca su quella di Pavia, anche per sottolineare la
continuità di cultura e di potere da essa.
I Principi
illuminati, che si succedono sul trono di Benevento,
ripopolano le campagne e restituiscono vigore a tutto il
Mezzogiorno contadino, con effetti che si riscontrano nel
miglioramento della vita economica, sociale e culturale di
questa parte dell’Italia.
Nel IX secolo, per
favorire il controllo del vastissimo territorio in loro
dominio, consentono la nascita dei Principati di Salerno
e di Capua. Tutti questi centri di potere
parteciparono a quel processo di trasformazione sociale e
culturale che, in tutta Europa, nell’età romanza fece
nascere i nuovi germogli della vita civile. Sulla base di
tali considerazioni si ritiene che non sia possibile
disconoscere il ruolo strategico che anche questi siti, a
partire dal IX secolo e sino all’avvento dei Normanni, hanno
svolto nella “Longobardia Minore”, documentato non
solo dai numerosi monumenti ancora ben conservati, ma
(specificamente per Capua) da una cospicua parte del suo
tessuto urbano. Per tutto quanto innanzi esposto si chiede
di inserire anche la città di Capua tra i siti interessati
dal progetto UNESCO “Italia Longorbadorum: centri di
potere e di culto ”.
Confidando in un
positivo riscontro si dichiara, fin da ora, la piena
disponibilità dell’Ente a partecipare ed a contribuire a
tutto quanto necessario per conseguire il suddetto
risultato. |