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Riorganizzazione
della rete di emergenza in direzione dell’autonomia
provinciale ma anche attenzione al conto economico in
rapporto alle esigenze di programmazione dell’assistenza
territoriale e al riordino degli assetti definiti dal piano
sanitario e ospedaliero. Doppio incontro giovedì in Regione
per i tre manager della sanità casertana: Bottino (Asl Ce
1), Costantini (Asl Ce 2) e Annunziata (azienda ospedaliera)
hanno prima sostenuto un’audizione in quinta commissione
(sanità, presidente Angelo Giusto) del Consiglio regionale
(presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Caserta
Petteruti, Aversa Ciaramella, San Felice a Cancello De
Lucia); poi un vertice riservato ai soli direttori generali
della sanità campana con l’assessore al ramo Angelo
Montemarano e il coordinatore dei manager regionali Mario
Santangelo.
Posti letto. Il piano sanitario le cui linee guida sono
state delineate la scorsa settimana prevede l’accorpamento
delle due Asl e il dimezzamento dei distretti sanitari. Sul
versante del riordino ospedaliero, passano da 771 a 570 i
posti letto nell’azienda ospedaliera «Sant’Anna e San
Sebastiano» con l’ipotesi di ampliare le disponibilità nel
reparto maxillo-facciale e ortopedia e ridurre la
disponibilità di oculistica. Evidenziata da Petteruti e
Annunziata «l’importanza di un presidio di alta
specializzazione e punto di riferimento territoriale» per la
struttura ospedaliera di Caserta. Confermati i 64 posti
letto (dagli originari 58) per l’ospedale di San Felice a
Cancello che perde però il pronto soccorso. La questione è
stata al centro di un vivace, a tratti duro, confronto fra
Bottino e il sindaco De Lucia: in ogni caso, la struttura
sanfeliciana sarà riconvertita in particolare per la
riabilitazione geriatrica e oncologica. L’ospedale di
Maddaloni recupera la pneumologia mentre viene confermata
l’opzione di «ospedale clinicizzato» (con posti destinati
alla Sun) per il nuovo presidio di Marcianise.
La rete d’emergenza. Caserta, Aversa, Sessa Aurunca e i
futuri ospedali di Capua-Santa Maria (emerse anche ieri le
criticità sollevate dai sindaci sulla centralità di uno
degli attuali presidi a scapito dell’altro) e di Teano.
La spesa. Montemarano è stato chiaro: tenere sotto controllo
la spesa farmaceutica almeno fino al 31 dicembre prossimo.
Confermati tutti i piani di rientro di Asl e aziende
ospedaliere. In proiezione, il debito certificato a fine
anno (sulla base dei dati inviati al governo) sarà intorno
ai 30-33 milioni di euro. Fra le altre criticità il peso di
decreti ingiuntivi e azioni legali di pignoramento (in
particolare per l’Asl Ce 2). Secondo il vicecapogruppo del
PD in consiglio regionale Nicola Caputo «è stato fatto un
buon lavoro. Si è tenuto conto delle esigenze di
razionalizzazione della spesa, ma anche delle necessità
delle diverse comunità». |