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Di: Franco Fierro


Capua: Volturno, un porticciolo sotto le Torri Federiciane

Le Torri di Federico II - Capua

Intorno al moribondo Volturno qualcosa si muove. E’ ancora poca cosa ma questo che sta accadendo servirà a smuovere le sue acque torbide e ad aprire uno squarcio in una questione per molti tempi dimenticata; uno spiraglio per una prospettiva nuova del nostro corso d’acqua, il più importante del Mezzogiorno. Infatti, alcune associazioni e in particolare Associazione Canoisti, Pro Loco, Amici del Fiume, hanno stabilito in un protocollo di creare, partendo anche dalla considerazione che in quel luogo esisteva l’antica Casilinum,  un porticciolo di attracco di canoe, barche, lontri ai piedi delle Torri di Federico II, per animare lo specchio d’acqua sotto la riviera, organizzarlo in modo più decoroso e quindi tenere frequenti manifestazioni sportive fluviali, con piacevoli escursioni tra la flora e la fauna del Volturno, tenendo contatti  anche con l’oasi delle Salicelle e “riscoprendo” anche altri luoghi suggestivi e selvaggi che si incontrano sia in salita che in discesa  solcando le acque del nostro caro fiume. Un fiume ricco di storia, di ricordi, di epiche battaglie, di poesia, con i versi indimenticabili  della poetessa capuana Maria Antonietta De Carolis e del grande della letteratura, il premio Nobel Eugenio Montale; di letteratura,con lo stupendo racconto “L’ignoto” di Salvatore Di Giacomo. Quindi il progetto di un molo, che ha trovato l’immediata adesione dell’assessore all’ambiente Marco Ricci, è solo un pretesto, forse, per allargare il discorso all’inquinamento complessivo del fiume, al suo destino, a quel che esso potrà rappresentare per l’economia di tutti i Comuni rivieraschi. Il protocollo delle associazioni quindi non si fermerà solo alla realizzazione di una piattaforma per l’attracco delle imbarcazioni, ma va ben oltre per rendere protagonista il Volturno in tutti i suoi aspetti, rispolverando vecchi progetti di navigabilità, o recuperando i tanti reperti archeologici che dormono da secoli nei suoi fondali inesplorati. Come la statua di San Giovanni Nepomuceno, che dal 9 settembre 1943 riposa nelle sabbie  sottostanti il Ponte Vecchio crollato con il tragico bombardamento dell’ultima guerra. Il progetto è quindi più ampio e richiede la partecipazione di tutti. Pertanto quanto prima avrà luogo un grosso incontro per mettere a punto la strategia necessaria a rilanciare il nostro grande, vecchio fiume Volturno.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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