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Il
Comune lotta contro il tempo per salvare dalla strada
uomini, donne e bambini. Sono sette gli alloggi
dell’Istituto autonomo case popolari che dovranno essere
liberati dai nuclei familiari che occupano abusivamente le
unità abitative che si trovano nella zona del quadrivio
Caputo, alle spalle del supermercato “Pickup”. La pratica è
attualmente nelle mani della Procura della Repubblica, che
sta provvedendo a dare esecuzione all’ordinanza di sfratto
emessa dal Comune. Dopo i ricorsi presentati dai soggetti
beneficiari delle assegnazioni delle case popolari, infatti,
l’Iacp casertano ha invitato il Comune a sgomberare gli
alloggi e l’amministrazione comunale ha adottato
un’ordinanza con la quale disponeva lo sfratto degli
inquilini abusivi. Di fronte alla reticenza delle famiglie,
però, il Comune è stato costretto a segnalare alla Procura
l’inottemperanza dello sgombero. Ora la Procura dovrà
assicurare il rispetto della legge ma, ha spiegato il
vicesindaco Botta, il prefetto
Ezio
Monaco,
nel corso di un incontro in piazza Vanvitelli, ha
sollecitato l’individuazione, da parte dell’amministrazione
comunale guidata da
Carmine Antropoli,
di ulteriori unità abitative nelle quali trasferire le
famiglie sgomberate. L’incontro è di quelli che,
periodicamente, si tengono in Prefettura per discutere di
ordine e sicurezza. Recentemente è stata affrontata anche la
questione degli alloggi Iacp capuani. Erano presenti, oltre
al nuovo prefetto Monaco, i viceprefetti, il comandante
provinciale dei carabinieri, colonnello
Carmelo Burgio,
il comandante della Guardia di Finanza della provincia di
Caserta, colonnello
Francesco Mattana,
il comandante della polizia municipale di Capua
Carlo Ventriglia
e il
vicesindaco di Capua
Umberto Botta.
Il prefetto ha preso atto della delicata situazione, che
rischia di costare cara a una trentina di persone tra le
quali anziani, bambini e disabili, e ha chiesto al Comune di
interessarsi di possibili sistemazioni alternative per loro.
Il comandante Ventriglia si è messo subito all’opera, anche
se l’operazione non è certamente delle più semplici. Al
momento infatti, spiega l’assessore Botta, in Comune non ci
sono altri alloggi presso i quali sistemare le famiglie. E’
in fase di studio, per esempio, la possibilità di trasferire
gli abusivi presso gli alloggi lasciati liberi dai
beneficiari dell’assegnazione delle loro vecchie case, ma
questo sarà possibile solo se questi ultimi, al momento,
risiedono in alloggi comunali. Quanto al danno economico
ipotizzato, l’assessore Botta ha spiegato al prefetto Monaco
che non sono stati rilevati allacciamenti abusivi alla rete
elettrica da parte degli inquilini abusivi. Spesso, ha
spiegato ieri, le famiglie si sono attrezzate con gruppi
elettrogeni autonomi, in maniera tale da garantire la
propria autosufficienza rispetto agli impianti predisposti
dall’istituto autonomo delle case popolari. |