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Volare
da Bruxelles a Sidney in 4 ore e mezza non è più solamente
un sogno. Gli ingegneri della Reaction Engines, società
famosa per le sue esportazioni d’avanguardia con sede nell’Oxfordshire,
hanno cominciato a dare forma al «Progetto Lapcat». Un
progetto che in 25 anni rivoluzionerà il trasporto aereo.
Infatti il velivolo in fase di progettazione, «A2», sarà in
grado di raggiungere la velocità di mach 5, ovvero 4.500
km/h e di trasportarci da un continente all’altro senza più
dover restare a bordo innumerevoli ore.
A guidare la squadra di ingegneri è l’Agenzia Spaziale
Europea (Esa). La metà dei fondi a disposizione (4 milioni
di euro) è finanziata dalla Commissione di Bruxelles,
convinta della buona riuscita del progetto. A portare avanti
lo studio vi è anche l’Italia che, attraverso il Cira di
Capua e l’Università degli studi di Roma «La Sapienza», sta
mettendo a punto i propulsori del velivolo. «È un compito
molto delicato – spiega Claudio Bruno, ingegnere e
responsabile della progettazione del motore – perché i
problemi che abbiamo dovuto affrontare non sono stati pochi,
anche se allo stato attuale molti li abbiamo risolti».
Problemi che riguardavano soprattutto la stabilità di
combustione dei motori e il loro consumo. Non più il
cherosene, ma l’idrogeno liquido sarà il combustibile che
questo gigante dell’aria utilizzerà. |