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L'ultimo
decreto del governo in materia di emergenza rifiuti concede
ai Comuni della provincia di Caserta che si avvalgono del
consorzio unico, e contano più di 15 mila abitanti, soli
sette giorni di tempo per avviare le procedure di un bando
di gara per l'affidamento del servizio di raccolta. Un bando
che dovrà valere «per tutta la durata dello stato di
emergenza e fino alla costituzioni delle società
provinciali», e che dovrà contenere «misure di assegnazione
del personale dipendente dal Consorzio unico, in proporzione
alle quote di partecipazione dei Comuni ai singoli consorzi
di bacino, e comunque utilizzato presso i Comuni affidatari
del servizio». Ma è un operazione che si preannuncia
difficile.
DODICI COMUNI A RISCHIO - E non solo perché i Comuni
casertani con più di 15 mila abitanti sono solo 12, e
versano quasi tutti in gravi difficoltà finanziarie. Mentre
i dipendenti in carico ai consorzi intercomunali di Terra di
Lavoro, secondo gli ultimi dati forniti dal commissariato,
sono ben 1490, a fronte dei 2506 dell'intera regione. «Il
Governo così ci mette in ginocchio», afferma senza giri di
parole il sindaco di Fi di Aversa, Mimmo Ciaramella. «Già
quest'anno — spiega — siamo stati costretti a sforare il
patto di stabilità. Ora ci cade tra capo e collo quest'altra
mazzata: noi possediamo il 20% delle quote del Geoeco (l'ex
Ce2), presso il quale lavorano tra l'altro ben 40 dipendenti
amministrativi, che costano circa 50 mila euro all'anno
ciascuno. Significa che dovremmo prenderne in carico 8, per
400 mila euro, e trasferirli poi alla società che vincerà
l'appalto? Allora, perché non darci la possibilità di
assumerli direttamente presso l'ente, che ne avrebbe bisogno
per l'ufficio ecologia? Attualmente col consorzio Geoeco
spendiamo quasi 10 milioni di euro all'anno per un servizio
assolutamente indecente, per il quale sono impiegati 84
lavoratori. Assorbirne altri significherebbe per forza
aumentare ancora i costi: e ciò sarebbe intollerabile per i
cittadini. Mentre parlo con lei ho davanti a me il
commissario del Geoeco al quale sto chiedendo di
accompagnarmi da Bertolaso per confermare questo stato di
cose».
CAPUA - Non diversa la posizione del sindaco di
Capua, Carmine Antropoli, anch'egli di Fi: «Il commissario
di governo ci ha praticamente imposto di avvalerci del
consorzio: ciò nonostante, oggi raggiungiamo a malapena il
10% di differenziata con costi esorbitanti. E magari tra un
po' ci mandano pure a casa perché non abbiamo conseguito gli
obiettivi minimi, anche se è evidente che la colpa non può
essere nostra ma di chi è stato chiamato per gestire il
servizio. Sta di fatto che i miei colleghi che a gennaio
hanno forzato la mano per uscire dai consorzi superano quasi
tutti il 60% di differenziata e risparmiano pure. Il
provvedimento è scritto male, da qualcuno che evidentemente
ha poca dimestichezza con gli enti locali: perché fare un
nuovo bando di gara per un lasso di tempo imprecisato ma
comunque breve, comporta una minore possibilità di
ammortamento, e quindi una maggiorazione dei costi. I
consorzi erano diventati carrozzoni clientelari, ma la
decisione di scaricarne i costi sui Comuni, significa di
fatto scaricarli sui singoli cittadini, perché quelle voci
di bilancio sono partite di giro. Noi, in linea di massima,
saremmo anche disposti ad accettarlo, a farci carico della
quota di dipendenti del Geoeco che corrisponde al nostro 5%
di capitale sociale: ma almeno ci si dia la possibilità di
uscirne una volta per tutte, con una gara di 10 anni che
renderebbe più sostenibili le spese». |