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Da: Corriere del Mezzogiorno.it - Pietro Falco

 


Capua: Rifiuti, dodici comuni a rischio: la protesta dei sindaci

L'ultimo decreto del governo in materia di emergenza rifiuti concede ai Comuni della provincia di Caserta che si avvalgono del consorzio unico, e contano più di 15 mila abitanti, soli sette giorni di tempo per avviare le procedure di un bando di gara per l'affidamento del servizio di raccolta. Un bando che dovrà valere «per tutta la durata dello stato di emergenza e fino alla costituzioni delle società provinciali», e che dovrà contenere «misure di assegnazione del personale dipendente dal Consorzio unico, in proporzione alle quote di partecipazione dei Comuni ai singoli consorzi di bacino, e comunque utilizzato presso i Comuni affidatari del servizio». Ma è un operazione che si preannuncia difficile.

DODICI COMUNI A RISCHIO - E non solo perché i Comuni casertani con più di 15 mila abitanti sono solo 12, e versano quasi tutti in gravi difficoltà finanziarie. Mentre i dipendenti in carico ai consorzi intercomunali di Terra di Lavoro, secondo gli ultimi dati forniti dal commissariato, sono ben 1490, a fronte dei 2506 dell'intera regione. «Il Governo così ci mette in ginocchio», afferma senza giri di parole il sindaco di Fi di Aversa, Mimmo Ciaramella. «Già quest'anno — spiega — siamo stati costretti a sforare il patto di stabilità. Ora ci cade tra capo e collo quest'altra mazzata: noi possediamo il 20% delle quote del Geoeco (l'ex Ce2), presso il quale lavorano tra l'altro ben 40 dipendenti amministrativi, che costano circa 50 mila euro all'anno ciascuno. Significa che dovremmo prenderne in carico 8, per 400 mila euro, e trasferirli poi alla società che vincerà l'appalto? Allora, perché non darci la possibilità di assumerli direttamente presso l'ente, che ne avrebbe bisogno per l'ufficio ecologia? Attualmente col consorzio Geoeco spendiamo quasi 10 milioni di euro all'anno per un servizio assolutamente indecente, per il quale sono impiegati 84 lavoratori. Assorbirne altri significherebbe per forza aumentare ancora i costi: e ciò sarebbe intollerabile per i cittadini. Mentre parlo con lei ho davanti a me il commissario del Geoeco al quale sto chiedendo di accompagnarmi da Bertolaso per confermare questo stato di cose».

CAPUA - Non diversa la posizione del sindaco di Capua, Carmine Antropoli, anch'egli di Fi: «Il commissario di governo ci ha praticamente imposto di avvalerci del consorzio: ciò nonostante, oggi raggiungiamo a malapena il 10% di differenziata con costi esorbitanti. E magari tra un po' ci mandano pure a casa perché non abbiamo conseguito gli obiettivi minimi, anche se è evidente che la colpa non può essere nostra ma di chi è stato chiamato per gestire il servizio. Sta di fatto che i miei colleghi che a gennaio hanno forzato la mano per uscire dai consorzi superano quasi tutti il 60% di differenziata e risparmiano pure. Il provvedimento è scritto male, da qualcuno che evidentemente ha poca dimestichezza con gli enti locali: perché fare un nuovo bando di gara per un lasso di tempo imprecisato ma comunque breve, comporta una minore possibilità di ammortamento, e quindi una maggiorazione dei costi. I consorzi erano diventati carrozzoni clientelari, ma la decisione di scaricarne i costi sui Comuni, significa di fatto scaricarli sui singoli cittadini, perché quelle voci di bilancio sono partite di giro. Noi, in linea di massima, saremmo anche disposti ad accettarlo, a farci carico della quota di dipendenti del Geoeco che corrisponde al nostro 5% di capitale sociale: ma almeno ci si dia la possibilità di uscirne una volta per tutte, con una gara di 10 anni che renderebbe più sostenibili le spese».

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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