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“L’arte
non ha confini, di stati, oceani e popoli. Perché l’arte va
dritto al cuore e al cuore non si parla con le parole ma con
le emozioni”. Sono le parole
dell’artista e pittore contemporaneo Alfredo Borrelli,
attivo a Capua, al rientro in Italia dopo il successo
ottenuto per le esposizioni all’ Artexpo di New York
(dal 28 febbraio al 3 marzo) e presso la Galerie Art’ et
Miss di Parigi (dal 19 al 30 marzo). Grazie anche alle
favorevoli recensioni di numerosi critici d’arte italiani ed
esteri (tra cui Maria Teresa Prestigiacomo), il Borrelli è
stato dunque invitato a partecipare alle due rassegne,
assieme ai più interessanti esponenti dell’arte
contemporanea internazionale. Nato a Napoli nel '59, Alfredo
Borrelli è cresciuto artisticamente con l’amico di famiglia
Mario Cortiello, pittore napoletano ritenuto tra i maggiori
del XX secolo. Suo nonno, P. ALAIA, fu un artista naife
contemporaneo di Carmelina di Capri. Borrelli inizia a
dipingere sin da piccolo, incantato appunto dalla bravura
del Cortiello, che “dal nulla creava mondi onirici e
reali”. Ad otto anni inizia a studiare la storia
dell’arte, incantato dalle opere che aveva potuto apprezzare
tra Firenze e Venezia; a dodici già conosceva molte opere
di Picasso e Dalì, che adora. In quel periodo partecipa ad
alcune mostre collettive e a concorsi sia regionali sia
nazionali, piazzandosi sempre tra i premiati, molte volte al
primo posto. Tra le più belle, l’autore ricorda la
partecipazione Onoraria alla Biennale di Napoli dell’agosto
del ’73. All’età di 15 anni, qualcosa cambia, e per anni
dipinge raramente, senza frequentare nessuna manifestazione
come pittore; “Pensavo – racconta – che una tela,
quantunque grande o preziosa, non sempre riesce a contenere
una emozione”. Verso i 16 anni, vive una interessante
esperienza: è regista, coautore e scenografo di una commedia
sulle difficoltà giovanili ed adolescenziali. A 20 anni si
avvicina alla fotografia, fino a diventare un
professionista, facendo questo lavoro per alcuni anni. Il
suo scopo era creare quadri, o comunque opere, adoperando
sia la fotografia che la pittura. Racconta: “in effetti, io
per esprimere le mie emozioni non mi sono mai posto dei
limiti tecnici, come del resto si può intuire anche dalla
voglia di esprimermi con il teatro”. Dal giugno del 2006,
la sua vita ha un cambiamento e riprende a dipingere,
riflettendo su quante cose, emozioni, fantasie, stati
d’animo aveva in tutti questi anni non espressi in alcun
modo. “Ho finalmente potuto sperimentare delle tecniche,
che negli anni avevo immaginato, come ad esempio fondere
fotografia e pittura, usare il computer per elaborare
dipinti per giungere lì dove non ancora sono stato”.
Entro il mese di giugno, il Borrelli parteciperà ad altre
due mostre internazionali, prima in Germania e poi a
Taormina. (Per maggiori informazioni: www.borrelli.biz)
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