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Primi
interventi del comune di Capua per riportare ad un minimo di
normalità l'ex campo profughi. Squadre di tecnici hanno
infatti reso inaccessibili l'accesso principale della
struttura che si affaccia su via Gran Maestrato di San
Lazzaro e quello retrostante di piazza d'Armi. La pressione
agli organi municipali dei residenti nel popoloso quartiere
che sorge lungo l'arteria che si innesta all'Appia da un
lato e alla provinciale per S. Angelo in Formis dall'altro,
proprio di recente era aumentata notevolmente poiché in
quella sorta di «terra di nessuno», fatta segno di tanto in
tanto di blitz delle forze dell'ordine, accadeva di tutto.
«Ufficialmente sappiamo che ci sono solo 7 famiglie polacche
che occupano regolarmente un palazzo dell'ex Caps da 25 anni
- dice l'assessore all'ambiente Marco Ricci - ma siamo
informati che l'immensa superficie è stata scelta quale
residenza da circa 200 persone, in prevalenza rom. La gente
ha paura perché di notte la struttura diventa meta di
soggetti di vario tipo, con un via vai di macchine di grossa
cilindrata, probabilmente legate ad un giro di
prostituzione. Ma è tutto l'ambiente che rappresenta un
pericolo, a cominciare da quello igienico-sanitario poiché
non ci sono né acqua, né elettricità e né servizi igienici.
È chiaro che gli abusivi si arrangiano come possono». Più di
una volta il sindaco Antropoli ha scritto alle autorità
regionali e governative per segnalare la situazione scabrosa
dell'ex Caps che, a quanto sembra, è ancora proprietà
demaniale. L'invocazione però, fino ad ora, è rimasta
lettera morta. «Non abbiamo avuto risposte - conferma Ricci
- ed il Comune, al di là di piccoli interventi di pulizia
delle erbacce, della disinfestazione e della
derattizzazione, non può fare altro». |