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Il «divorzio»
politico tra il consigliere forzista Giuseppe Chillemi e il
sindaco Carmine Antropoli è stato ufficializzato nel corso
dell'ultimo consiglio comunale. Nessun rimpianto da ambo le
parti ma l'addio è stato piuttosto burrascoso. Chillemi, da
tempo critico verso l'amministrazione comunale, ha votato a
favore di una mozione proposta dalla minoranza e questo ha
dato l'avvio alla «chiarificazione». «Sono io che ho portato
voti per la sua elezione e non viceversa - ha tenuto a
precisare il consigliere comunale - ma a fronte di un
progetto politico al quale avevo aderito e che è stato
completamente disatteso, non mi sento di proseguire su
questa strada. Capua si sta avviando al dissesto finanziario
mentre la maggioranza non è più politica ma solo
consiliare». Un attacco frontale che ad Antropoli deve
essere parso una liberazione: «In tanti anni di permanenza
nei banchi comunali lei non ha dato alcun contributo alla
città, anzi ha contribuito a farla indebitare. Mi fa piacere
che si sia collocato all'opposizione, così finisce una
situazione ipocrita». Una volta, forse, l'azione del
consigliere avrebbe prodotto più danni, oggi quasi nessuno,
visto che la giunta può contare sull'appoggio più o meno
velato di due consiglieri di opposizione, vale a dire il
socialista Paolo Salzillo e l'indipendente nelle lista del
Pd, Camillo Ferrara. «A mente fredda - ribadisce Antropoli -
è meglio che sia andata così, almeno abbiamo sancito il
passaggio all'opposizione di Chillemi. Del resto una dura e
marcata opposizione soltanto lui e Vinciguerra l'hanno
sempre svolta. Gli altri, o appoggiano le nostre iniziative
o fanno un'opposizione corretta». Di novità politiche, però
ce ne sono anche nell'ambito dell'esecutivo, dove il primo
cittadino ha ridistribuito le deleghe agli assessori.
Qualcuno sussurra per frenare le ambizioni di qualche
componente l'esecutivo. «Fantascienza - assicura Antropoli -
tra di noi c'è il massimo accordo. Semplicemente era
necessario, dopo due anni e mezzo di amministrazione,
riequilibrare la giunta, sfruttando le caratteristiche
personali degli assessori. Così, per esempio, Tagliatatela
che è più dinamico, passa ai Lavori pubblici e mantiene lo
sport mentre Gallucci, più metodico e pacato, passa al
patrimonio abitativo». Nel valzer di incarichi, l'assessore
Mazzarella passa dall'urbanistica al cimitero mentre al suo
assessorato arriva Aldo Carosi. Al vice sindaco Botta oltre
alla pubblica istruzione è stata affidata anche l'edilizia
scolastica mentre oltre alle finanze a Trisolino è stato
affidato pure il contenzioso. Ricci resta all'ambiente.
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