|
L'adozione
della delibera da parte dell’Asl Ce2 sembrava lo scoglio più
difficile da superare, vista l’«opposizione» del Comune di
Santa Maria Capua Vetere alla localizzazione dell’ex campo
profughi di Capua quale sede del nuovo ospedale, che dovrà
accorpare i plessi di Capua e Santa Maria. Ora il manager
dell’Asl, Antonietta Costantini, la delibera la ha adottata,
dopo l’incontro tra il capogruppo regionale di Fi, Paolo
Romano, e l’assessore regionale alla Sanità, Angelo
Montemarano. Ma un nuovo impedimento è sorto lungo il
cammino, accidentato e tortuoso, della scelta del sito
condiviso: la disponibilità dell'area dell'ex Caps da parte
del Comune di Capua, in ritardo sulla procedura di possesso.
La vertenza tra le due municipalità, che si sono contese il
nuovo ospedale, hanno arrecato un grave danno sui tempi di
realizzazione, che dovrebbero essere azzerati da uno scatto
di operatività di tutti gli enti coinvolti. Ora, però, è la
scelta del metodo da parte capuana per acquisire l'ex campo
profughi a destare preoccupazione. Perché nel momento in cui
il 27 giugno scorso la manager dell'Asl si è decisa ad
espletare gli atti di sua competenza, mancava ancora uno dei
requisiti fondamentali per chiudere finalmente la querelle:
la proprietà della superficie sulla quale costruire l'ex Dea
di II livello. Proprio Romano, dopo aver partecipato a una
riunione con i vertici dell'Arsan (organismo di vigilanza ed
attuazione del piano sanitario regionale), già nel novembre
scorso avvertì che la nuova struttura sanitaria di Capua
aveva copertura finanziaria, ma era indispensabile fare
presto per il possesso comunale dell'area ed «invocava tempi
brevi» per il suo acquisto, «l'unica procedura che
garantisce successo». L'amministrazione comunale di Capua ha
preferito però seguire la strada dell'esproprio che almeno
fino ad ora, non è avvenuto. «Siamo a buon punto -
garantisce l'assessore ai Lavori pubblici, Lello Gallucci -
tant'è che abbiamo acceso un mutuo. Non solo, perché nella
contrattazione con il Demanio abbiamo inserito altri beni di
sua proprietà e che passeranno al Comune dopo l'espletamento
burocratico». Pare che la somma occorrente per acquisire
l'ex Caps si aggiri intorno al milione di euro, ma a
preoccupare non è la cifra, bensì il tempo necessario per il
possesso comunale, anche se da parte dell'Asl Ce 2 resta
sempre il compito di presentare il progetto per la nuova
realtà sanitaria. «Perciò ho sempre insistito sul
comportamento delle parti interessate - afferma Romano -
perché solo se si procederà con determinazione ed ognuno
farà la propria parte in maniera sollecita, i tempi di
realizzazione potranno essere relativamente brevi». |