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Parte
la campagna di sgombero degli alloggi popolari occupati
abusivamente. Un decreto di sfratto emesso dalla Procura
della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere già notificato,
tre giorni fa, agli interessati. Questi, però, non si sono
uniformati per cui la polizia municipale di Capua, guidata
dal comandante
Carlo Ventriglia,
si prepara a procedere al sequestro degli appartamenti, dopo
la conclusione delle indagini che hanno permesso di
individuare i responsabili dell’abusiva appropriazione delle
unità abitative. Il procedimento vedrà la partecipazione del
prefetto e del questore di Caserta e, assicura Ventriglia,
saràportato a termine con l’impegno di provocare il minor
pregiudizio possibile ai bambini, agli anziani e alle
persone in difficoltà interessate dal provvedimento di
sfratto. Gli abusivi ora rischiano di rispondere di gravi
accuse, tra le quali quella di furto di acqua ed energia
elettrica. Pare infatti che in alcuni casi gli inquilini
irregolari si siano collegati alla rete elettrica e idrica
comunale. Casa, acqua ed energia gratis, una situazione che
non poteva durare per sempre. Estrema l’indigenza di molti
dei nuclei familiari interessati, ma, per poter accedere
agli alloggi popolari è necessario partecipare all’iter di
assegnazione, che tiene conto della situazione reddituale
degli interessati sulla base di indici specifici. Il tutto è
partito da un caso singolo, segnalato al difensore civico
cittadino, l’ex assessore e avvocato
Roberto Barresi.
Un cittadino si era rivolto a lui in quanto, lamentava, pur
risultando assegnatario di un alloggio popolare non poteva
godere dell’immobile in quanto esso risultava abusivamente
occupato da un’altra persona. L’avvocato Barresi ha allora
segnalato la questione alla polizia municipale e gli uomini
di Ventriglia hanno provveduto ad effettuare delle
verifiche. Dalle indagini sono emerse numerosissime
situazioni simili a quella lamentata dal cittadino, per cui
del problema è stata investita la magistratura. La legalità
prima di tutto, l’indulgenza può costituire terreno fertile
per abusi e meccanismi contorti. Ciononostante una recente
pronuncia della corte di Cassazione, che ha annullato una
precedente sentenza della Corte d’Appello, ha giustificato
l’occupazione di un alloggio popolare da parte di una donna,
a Roma, con un figlio a carico. La suprema corte, infatti,
indicò il diritto ad avere una casa come un “bisogno
primario” dell’individuo e ha affrontato proprio la
questione in parola: se cioè situazioni di estrema indigenza
possano giustificare un atto come l’occupazione abusiva. Il
fatto che la donna, poi, avesse a proprio carico un
minorenne ha sicuramente rappresentato un argomento “a
fortiori” per il collegio giudicante. Nella sentenza della
Corte di Cassazione si legge che
“Ai
fini della sussistenza dell'esimente dello stato di
necessità previsto dall'Art. 54 del codice penale, rientrano
nel concetto di danno grave alla persone - si legge nella
sentenza - non solo la lesione della vita o dell'integrità
fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera
dei diritti fondamentali della persona. |