Continuano
sull’aeroporto di Capua i test di volo
dello Skycar. Con una quindicina di ore
di volo alle spalle, il bimotore di OMA
Sud che ha staccato le prima volta le
ruote da terra lo scorso dicembre (vedi
Dedalonews),
sta definendo, ai comandi di
Maurizio Cheli, la
configurazione aerodinamica. Un passo
importante per l’innovativo bimotore che
fa del portellone posteriore apribile in
volo, degli ampi spazi della cabina e
dell’avionica di ultima generazione i
suoi punti di forza.
L’ architettura con doppio trave di
coda, motori spingenti, fusoliera
portante e piani di coda a P greco, ha
bisogno dei necessari aggiustamenti ed i
test in corso stanno molto confortando
il progettista Giuseppe Verde
e l’intero staff della OMA Sud.
«L’aerodinamica innovativa non può
beneficiare di studi e letteratura
preesistenti. - spiega Domenico
Moretta, responsabile del
marketing di OMA SUD - Abbiamo
effettuato, ovviamente, dei test in
galleria del vento presso il Politecnico
di Milano, ma il responso finale sulla
migliore configurazione aerodinamica non
può che venire dalla sperimentazione in
volo». La definizione della machina va
di pari passo con lo sviluppo del
velivolo che, di costruzione
prevalentemente metallica, potrebbe
presto avere tutto il cassone del bordo
d’entrata in compositi, come già lo sono
i portelli, gli alettoni ed alcuni
particolari di forma. Questo si intuisce
guardando all’interno del capannone
dell’ azienda campana l’impianto per le
prove statiche. Un prototipo del nuovo
tipo di ala mostra il matrimonio tra
metallo e materiali compositi, mentre
Valter Proietti,
presidente e responsabile commerciale
dell’azienda evidenzia come «con questa
soluzione avremo un notevole risparmio
di peso ed un irrobustimento della
struttura». L’evoluzione del prototipo
guarda anche verso diverse versioni
della macchina che dal punto di vista
avionico proporrà un modernissimo
sistema EFIS della Chelton-Flight
Systems, integrato con autopilota
Meggit-S-Tech.. «Lo Skycar rappresenterà
una famiglia di velivoli - aggiunge
Moretta - e sono già allo studio una
serie di altre versioni, come ad esempio
una stretched». La OMA Sud conta di
concludere entro l’ anno i test e di
arrivare alla certificazione EASA,
affiancata da quella statunitense FAA.
Con un volume in cabina di 6,8 metri
cubi la macchina offre maggiori spazi a
bordo, anche rispetto ad altri bimotori
che superano i suoi 1995 chili di peso
massimo al decollo. Con un carico utile
di 610 chili di carico utile, una
crociera di 348 chilometri orari al 75%
della potenza dei suoi Lycoming
IO-360-C1E6 da 200 HP ed un’autonomia di
1706 chilometri, pari a 5 ore di volo,
il velivolo non solo punta a rinnovare
il mercato dell’aviazione generale, ma
punta anche al mercato istituzionale e
militare, proponendosi come multi utiliy
dal comodo portellone posteriore
apribile in volo e come piattaforma
volante dai bassi costi operativi e di
grande capacità. «Guardiamo, ovviamente
al mercato globale - continua Moretta -
con particolare interesse per le
americhe e l’area caraibica. Abbiamo già
oltre cento manifestazioni di interesse,
ma per scelta aziendale preferiamo non
formalizzare contratti prima della
certificazione del velivolo». Una volta
entrato in produzione lo stabilimento di
Capua sarà in grado di produrre sui 24
esemplari all’ anno, una capacità che
sarà raddoppiata dallo stabilimento che
OMA Sud, già presente con una filiale,
intende aprire in Florida. «Sul Miami
Inernational Airport abbiamo già il sito
dove far sorgere uno stabilimento»
precisa Proietti che si dice certo delle
immense capacità commerciali di un aereo
«che vuole portare nell’ aviazione la
versatilità tipica del mondo
automobilistico». Una caratteristica
evidente nell’ osservare il prototipo,
oltre che insita nel nome di Skycar.