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Hanno
forma conoidale, un'altezza di mezzo metro e un diametro di
base di 40 cm. Sono i prototipi rappresentativi del naso di
prua di un velivolo di rientro, progettati e sviluppati dal
Cira — insieme al Csm (Centro sviluppo materiali e al Cnr —
nell'ambito del progetto Usv (Unmanned space vehicles), la
navicella spaziale senza pilota.
Si tratta di termostrutture innovative concepite per
fusoliere in grado di operare in condizioni ambientali
estreme, con carichi termici e temperature superficiali
elevatissime. Per rendere l'idea, queste componenti
realizzate con materiali ceramici ipertecnologici, nei test
effettuati nel Plasma wind tunnel del Cira, si sono
dimostrate in grado di resistere a flussi termici di 3000
gradi per metro quadro: vale a dire, quasi quattro volte in
più della capacità dello Shuttle Usa, che regge «solo» 800
gradi per metro quadro. E hanno sostenuto temperature
superficiali di più 2000 gradi (mentre lo Shuttle arriva
fino a 1600 gradi).
I prototipi — oltre al cono di prua, c'erano pure i bordi
d'attacco alare, notoriamente le parti più critiche di un
velivolo iperveloce — sono stati presentati alla comunità
scientifica internazionale, nel corso del primo workshop
sulla «Scienza e tecnologia delle termostrutture a base di
materiali ceramici » organizzato dal centro di ricerche di
Capua, con la partecipazione dei maggiori esperti mondiali
del settore in rappresentanza dell'Esa (l'Agenzia spaziale
europea), della Nasa, delle università e delle aziende.
«Con le termostrutture a base Uhtc — afferma Gennaro Russo,
responsabile del programma Usv— l'Italia si prepara a
giocare un ruolo di primissimo piano nei futuri programmi di
sviluppo spaziali. Tali componenti, infatti, saranno presto
impiegate nei velivoli dell'Esa e sperimentate nelle reali
condizioni di volo e di rientro. Con la capsula Expert, il
cui primo volo è previsto nel 2010, ad una velocità di 5 km
al secondo; e con Ixv, che decollerà nel 2012 ad una
velocità di ben 7 km/s. Al momento siamo l'unico Paese al
mondo in grado di competere con gli Stati Uniti in questo
genere di materiali altamente innovativi. E il test con
Expert sarà il terzo esperimento di volo in tal senso mai
effettuato, dopo i due degli Usa». Ma in un futuro non
lontano queste termostrutture potranno trovare applicazione
anche in aspetti della vita quotidiana. «Ad esempio — spiega
il nuovo presidente del Cira, Renzo Piva — potrebbero
consentire la realizzazione di camere di combustione e
motori spaziali o aeronautici. Come quelli degli
aerospazioplani civili, che saranno in grado di volare a
velocità 10 volte superiori rispetto agli attuali aerei
commerciali, superando l'atmosfera e raggiungendo lo spazio.
Allora, sarà possibile coprire la tratta Roma — New York in
circa 2 ore. Ma è ipotizzabile anche un utilizzo per i
motori automobilistici, con performance più spinte e minori
emissioni inquinanti, e per i sistemi frenanti (freni a
disco della Formula 1 e dei treni ad alta velocità)». |