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Diciannove
anni: S.I., di Capua, è al volante di un «bisonte» della
strada lungo almeno una ventina di metri. Il giovane non
poteva e non doveva condurre quell’autoarticolato. Per
essere al volante di quel tipo di veicolo occorre una
patente particolare che si può ottenere a 21 anni compiuti.
Quindi guidava senza avere la patente idonea. Per cause
ancora da chiarire, sicuramente un guasto meccanico al
sistema frenante, ieri mattina, in via Curtoli a Torre del
Greco, il Tir, carico di acqua minerale, investe 8 persone,
uccidendone una, G.M., 36 anni, padre di due bimbe: era
appena sceso dall’auto, dov’era rimasta la moglie. La donna
ha visto il marito morire sotto i suoi occhi. Sette persone
finiscono in ospedale: una in prognosi riservata, ma non è
grave. La tragedia, nei numeri, poteva finire con un
bilancio peggiore, come raccontano i testimoni. Nella stessa
via Curtoli c’è l’elementare Giovanni Paolo II: l’ingresso
dei bambini è terminato da una manciata di minuti. Quel
mezzo, pesante e di per sé già grande, diventa
mostruosamente enorme nello stretto di via Curtoli, strada
per giunta a doppio senso, nonostante numerose proteste e
denunce dei residenti. Il transito però è consentito
soltanto ad auto e moto: un grosso segnale vieta, infatti,
l’accesso a tutti i mezzi pesanti. La dinamica della
tragedia ha un prologo. In via Montedoro l’autista di un Tir
chiede a una pattuglia di agenti di polizia municipale
indicazioni per raggiungere via Nazionale. Sono da poco
passate le 9. I caschi bianchi gli spiegano che deve
ritornare indietro e, giunto all’incrocio, svoltare a
sinistra. Detto fatto: l’autoarticolato maledetto inverte la
marcia e ritorna indietro. All’incrocio segnalato ci sono
altri vigili urbani in servizio. Saranno loro, di lì a
qualche secondo, i testimoni oculari della tragedia. Il Tir
sta per svoltare a sinistra quando dal motore proviene un
forte sibilo. L’autotreno non si ferma e, peggio, non
svolta: procede diritto aumentando gradualmente velocità. A
piedi i vigili cercano di raggiungerlo. Supera il plesso
della «Giovanni Paolo II». Il «bisonte» sbanda paurosamente,
il carico si ribalta, il rimorchio s’inclina sulla destra.
Il primo urto contro il palazzo al numero 26 di via Curtoli:
trancia cavi elettrici e condotte di acqua e gas. Poi urta
cinque auto. Investe il povero G.M. Una Fiat Uno viene
travolta. Il Tir perde l’equilibrio: motrice e rimorchio si
ribaltano, la Uno è schiacciata. All’interno V.S.A. resta
compresso tra le lamiere: i vigili del fuoco riusciranno a
liberarlo dopo circa un’ora di delicato lavoro. Giungono
pattuglie della municipale, con il comandante Andrea
Formisano, e della polizia, con il dirigente Pietro De Rosa.
Sette feriti, M., soccorso, giunge morto al Maresca.
L’autista denunciato in stato di libertà per omicidio
colposo e guida senza patente. |