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Di: Vincenzo Paternuosto


Capua: In ricordo di un caro amico

E' trascorsa già una settimana e potreste pensare che il mio tempismo giornalistico sia inesistente. Ma non è così. Il dolore e l'incapacità di accettare un evento che ancora oggi ritengo assurdo, hanno bloccato cuore, mente e braccia. Ho deciso persino di non utilizzare il plurale maiestatis e parlare in prima persona. E non è tanto per raccontare una notizia di cronaca, ma per ricordare un amico, una persona di cuore, un bravo ragazzo che il tragico destino ha strappato via troppo prematuramente.

Si chiamava Claudio ed abitava nel mio parco. Lo vedevo spesso, si può dire tutti i giorni, quando portava a spasso i suoi cani. Lo conoscevano tutti nel parco perché era socievole, amabile, spontaneo. Se ne avevo la possibilità lo avvicinavo per scambiare quattro chiacchiere. Era quasi sempre allegro e sorridente. Parlava spesso di computer, di internet, di chat: era il suo mondo.

L'ultima volta che l'ho visto, era la mattina del giorno in cui si è manifestato il suo tragico destino. Non era allegro e felice come al solito. Suo padre da qualche mese stava lottando con una grave malattia.

Un amico per rincuorarlo gli aveva portato una pizza di scarole. Purtroppo, proprio quel possibile momento di serenità si è trasformato in tragedia. Un destino veramente tragico, quello di Claudio. Una morte assurda, inconcepibile, a soli trentadue anni.

Il modo in cui l'ho saputo è stato improvviso, tremendo, sconvolgente. Sabato sera, rientrando da una serata in pizzeria con una coppia di amici, sono stato letteralmente folgorato da questa terribile realtà. Ho visto il manifesto funebre col suo nome. Non ci potevo credere. Anzi, non ci volevo credere.

Da allegro e felice, qual ero, sono improvvisamente diventato rabbioso. Sono stato assalito da una rabbia fortissima, distruttiva, cieca. Avrei spaccato il mondo se solo avessi potuto. Continuavo a torturarmi con la frase: "Non può essere!". Non sapevo ancora, però, cosa fosse accaduto. Quale tremendo destino se lo fosse portato via. E non volevo nemmeno saperlo. Qualunque fosse stata la causa di quella morte per me sarebbe stata inaccettabile. Perché? Perché gli volevo bene.

Ciao Claudio. Non ti dimenticherò mai.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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