|
Affrontare
la quarta Olimpiade con lo stesso entusiasmo di un
debuttante non è un’operazione semplice. Tuttavia, è proprio
questo lo spirito con cui Ennio Falco, campione olimpico nel
1996 ad Atlanta nella categoria «skeet» di tiro a volo, si
accinge a misurarsi sul palcoscenico sportivo più importante
del mondo. L’atleta di Capua è partito ieri alla volta di
Singapore, dove si allenerà intensamente per 10 giorni prima
di trasferirsi a Pechino. Nella capitale cinese sarà
impegnato nelle gare di skeet il 15 e il 16 agosto. A
quarant’anni Ennio Falco è un uomo molto diverso da quello
che trionfò negli Stati Uniti dodici anni fa. Si definisce
più maturo ma per nulla appagato. «Non vedo l'ora - spiega -
di gareggiare e misurarmi con gli atleti più forti del
mondo. È innegabile che il diciannovesimo posto collezionato
ad Atene quattro anni fa bruci ancora. Voglio fare una
grande gara, all'altezza dell'ottima tradizione italiana del
tiro a volo». Per Falco l'Olimpiade di Pechino non
rappresenta un punto di arrivo, un commiato dal grande giro.
Al contrario, il tiratore capuano intende ripartire dalla
Cina e continuare a grandi livelli: «Non posso negare di
essere orgoglioso di quanto sono riuscito a fare finora. Ho
ottenuto - prosegue - splendidi risultati sia a livello
nazionale che internazionale. Tuttavia, non nascondo di
voler puntare all’oro in queste Olimpiadi. E spero di
prendere parte anche ai prossimi Giochi a Londra nel 2012.
Avrò 44 anni, sono convinto di poter far bene anche perché
ho una cura quasi maniacale del fisico. D'altro canto,
quattro anni fa il mio collega Benelli ottenne un grande
successo proprio a quell’età». E Andrea Benelli sarà ancora
una volta in gara assieme a Falco a ben 48 anni. Una
compagine azzurra da cui ci si attende molto: «Penso - ha
detto Falco - che la nazionale italiana sia davvero forte. È
vero, comunque, che negli ultimi anni ci sia stato un
notevole livellamento. Tra le possibili sorprese, terrei
d’occhio proprio la Cina, un team competitivo soprattutto in
campo femminile». Nonostante le vicissitudini che hanno
portato alla chiusura per quattro mesi dell’impianto di
Sant’Angelo in Formis, dove si allena da sempre, Ennio Falco
arriva all’appuntamento olimpico con grandi motivazioni. A
preoccupare il tiratore campano non è l’aspetto tecnico
quanto quello psicologico: «Il nostro è uno sport
individuale e, in occasione delle Olimpiadi, l'atleta sente
molto la pressione, dal momento che non è abituato a una
simile ribalta mediatica. Un particolare che rende questa
disciplina ancor più affascinante». Falco è uno degli atleti
campani più esperti e capitanerà la delegazione dei
casertani alle Olimpiadi. Un ruolo che lo inorgoglisce:
«Fare da chioccia a questi ragazzi è un grande onore. Il
senso di appartenenza al Sud e alla Campania è un qualcosa
di molto forte dentro di me». L'ultimo pensiero è sul campo
di gara di Pechino, che Falco già conosce piuttosto bene: «È
un impianto tecnologicamente valido, molto simile a quelli
che si trovano in Italia e nel resto d’Europa». |