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L'obiettivo
è quello di sempre: far evolvere l'offerta turistica,
mettendo a sistema i grandi attrattori, come la reggia, con
gli altri poli turistico-culturali, per provare a far
rimanere i visitatori sul territorio il più a lungo
possibile. Ma il progetto di rilancio del turismo in Terra
di Lavoro presentato da Confindustria Caserta è ben più
consistente, organico e strutturale dei tanti vagheggiati
negli anni scorsi.
Perché in un documento di ben 230 pagine, propone una
capillare politica di valorizzazione che non lascia nulla al
caso: dall'identificazione degli investimenti necessari (più
di 63 milioni di euro in 10 anni, per restauri, nuove
infrastrutture, servizi, marketing e grandi eventi);
all'analisi costi benefici, in termini di occupazione (2334
nuovi posti di lavoro previsti nel decennio) e valore
aggiunto (oltre 626 milioni di euro di reddito prodotto). Il
progetto, ovviamente, presuppone un modello organizzativo e
gestionale pubblico-privato, nella forma consortile, con una
precisa distinzione di ruoli: tutela e controllo alla
soprintendenza; indirizzi strategici all'assemblea dei
consorziati guidata da un referente degli enti locali;
attuazione affidata ad un Cda presieduto da un referente
delle imprese. Il marketing concept mira invece a
valorizzare l'atout della storia millenaria e delle
tradizioni. Il messaggio da veicolare dovrebbe essere quello
della «vacanza sapiente»: anche perché — come si evince da
un sondaggio pubblicato nel 2007 dall'European Travel
Monitor — per oltre il 35% dei turisti europei, le
motivazioni che stanno alla base di un viaggio sono legate
alla cultura e agli eventi culturali. Tre i subsistemi
tematici individuati, a loro volta combinabili.
Il primo fa perno sulla Reggia (e sui suoi 680 mila
visitatori), mettendola in relazione con gli altri complessi
architettonici della dinastia borbonica (Belvedere e Real
Sito di Carditello) per costruire un itinerario, con
spettacoli e mostre interattive, da visitare in almeno due
giorni. Il secondo, ha come fulcro la basilica benedettina
di Sant'Angelo in Formis, collegata ad altri prestigiosi
siti di epoca medioevale, sempre a a Capua o a
Casertavecchia (pernottamento in alloggi di «albergo
diffuso»). Mentre il terzo, è fondato invece sulle
testimonianze archeologiche dell'Antica Capua (Anfiteatro e
Museo Campano). Fondamentale, inoltre, per rafforzare
l'integrazione dell'offerta è ritenuta l'organizzazione di
un servizio di trasporto permanente (con bus dedicati) che
colleghi tutti i principali monumenti. Ma anche di un
sistema informativo e di comunicazione on line, rivolto agli
operatori di settore e ai visitatori (help-desk ed infopoint
con tecnologie text-to-speech per la immediata conversione
di testi in audio; assistenza continua con smartphone gps).
Solo per quest'ultimo aspetto sono previsti poco meno di 10
milioni di euro di investimenti, di cui la metà da parte dei
privati. Ma se tutto andrà per il verso giusto, a regime i
turisti dovrebbero diventare più di 18 milioni all'anno, a
fronte del milione di oggi. |