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Di:
Giorgio Santamaria - Corriere del Mezzogiorno |
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Capua:
Sequestrato il poligono al campione olimpico di skeet, Falco |
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Il campione
olimpico Ennio Falco |
Sigilli
all'impianto sportivo «Tiro a Volo Falco» di Sant’Angelo in
Formis, frazione di Capua, nel Casertano, appartenente alla
famiglia del campione olimpico Ennio Falco (medaglia d'oro
skeet ad Atlanta 1996). Ad appore i sigilli, ieri sera, sono
stati gli uomini del comando del Corpo Forestale di Caserta
sulla scorta di un provvedimento del gip Giuseppe
Meccariello del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha
accolto le richieste dalla Procura della Repubblica.
L’impianto, da anni attivo sull’argine sinistro del fiume
Volturno – corso d'acqua già martoriato da altri tipi di
inquinamenti – si troverebbe, secondo gli inquirenti, in un’
area sottoposta al vincolo di tutela
paesaggistica-ambientale oltre che in un sito di «interesse
comunitario (S.i.c.)».Le
indagini, avviate per accertare l’impattoambientale
sono durate alcuni mesi e sono state coordinate dal
sostituto procuratore sammaritano Donato Ceglie.
Barriere
inadeguate -
Gli uomini della Forestale hanno accertato che il
sistema di barriere poste a protezione dell'impianto
sportivo è risultato inadeguato, ovvero non idoneo a
trattenere tutti i piattelli, le cosiddette borre ed i
pallini di piombo rilasciati nelle fasi di tiro al volo.
Una buona parte, infatti, ricadono sulle sponde e nelle
acque dell'antistante fiume Volturno. Di qui, anche la
verifica del possibile inquinamento arrecato al suolo e
alle acque.
Catrame nei piattelli: rifiuti pericolosi
- Le analisi chimiche
eseguite dall’Arpac, avrebbero evidenziato nei piattelli
(che si frantumano una volta colpiti dai pallini)
un’elevata presenza di «idrocarburi policiclici
aromatici», ovvero composti tipici di miscele bituminose
contenenti catrame di carbone. Si è dunque riscontrato,
sulla base di alcuni parametri, una concentrazione di
benzopirene e idrocarburi risultati 40-50 volte
superiori al limite previsto. I residui dei piattelli
rinvenuti sul suolo sono stati invece classificati
rifiuti speciali pericolosi. Le indagini hanno
evidenziato che i gestori dell’impianto si preoccupavano
di recuperare i resti dei soli piattelli che cadevano
sulle aree contigue all’impianto, e non anche quelli che
cadevano nelle acque del fiume Volturno, che peraltro
venivano smaltiti quali rifiuti urbani non
differenziati.
Inquinamento acustico
- Sempre in collaborazione
con l’Arpac è stato eseguito una campagna di rilievi
fonometrici su alcune aree esterne e limitrofe
all’impianto per verificare il livello dei rumori
prodotti dagli spari dei fucili durante l’esercizio
delle attività sportive sugli otto campi di tiro
presenti nella struttura. Le indagini hanno evidenziato
un diffuso inquinamento acustico prodotto dalle attività
di tiro al volo con il superamento del valore ammesso
dalla normativa di settore.
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